Contemporary Photographers ( and still no men ) at work – slideshow ST foto libreria

CONTEMPORARY PHOTOGRAPHERS ( and still no men) AT WORK

photography slideshow, with Giovanni De Angelis SANTRALISTANBUL project , curated by ARTNOISE

at S.T. foto libreria galleria

october 21st 2012     19:00

Press release:

CONTEMPORARY PHOTOGRAPHERS (AND STILL NO MEN) AT WORK

slideshow a cura di ARTNOISE

domenica 21 ottobre ore 19:00

In occasione della mostra NO MEN AT WORK. Scene inanimate di lavori svolti, in corsopresso s.t. foto libreria galleria, ARTNOISE organizza una serata che raccoglie alcune ricerche fotografiche contemporanee sul tema del “lavoro invisibile”

Le opere di vari artisti saranno mostrate in uno slideshow accompagnato da brevi interventi critici a cura della redazione: l’intento è quello di creare un ponte tra la mostra inaugurata lo scorso 1 ottobre, che ha come protagoniste fotografie del passato prelevate da un contesto non autoriale, e le pratiche fotografiche degli artisti di oggi.

Punto di raccordo tra le due esperienze proposte è quello di aver entrambe esplorato la fenomenologia del lavoro escludendo il referente umano. Il tema, ideato da Matteo Di Castro, in riferimento a quello della XI edizione di  Fotografia – Festival Internazionale di Roma, è affrontato dagli artisti attraverso punti di vista differenti che privilegiano di volta in volta aspetti sociali, estetici, documentari.

Il percorso parte da Fernando Zaccaria che, con i suoi scatti realizzati presso alcuni stabilimenti industriali in Russia, mette in evidenza come lo scenario produttivo sia oggi diventato un fenomeno estetico di grande rilevanza grazie anche al suo imporsi sul paesaggio suburbano. Si passa dall’esterno all’interno con Iskra Coronelli, i cui ambienti clinici fatiscenti sono indagati con uno sguardo analitico che penetra nelle strutture del lavoro, dando particolare risalto proprio all’assenza della componente umana.

Più specificatamente “impegnata” appare la ricerca del collettivo Occhirossi, la cui ricerca fotografica si prefigura come momento di rivalsa sociale invadendo fabbriche occupate e altre strutture problematiche e trasformando la documentazione raccolta in fenomeno visivo. Protagonisti del collettivo sono, oltre alla stessa Iskra Coronelli, Alessandro Ciccarelli, Andrea Papi, Sara Martini, Emma Albarello, Barbara Palomba, Francesca Nesci, Paolo Cardinali e Francesco Viscuso. Sempre legato alle dinamiche sociali è il lavoro di Sandro Mele, che, con sguardo documentaristico e potenza visiva, si cala nel contesto attraverso una visione quanto mai narrativa della realtà lavorativa. Con Sofia Bucci, l’elemento industriale si riveste di valore iconografico: sono scatti la cui bellezza lirica si pone al di là del soggetto trattato, l’ambito produttivo diviene qui puro elemento estetico e rappresentativo. Un discorso simile, sebbene non analogo, si può riferire a Tiziano Doria, i cui strumenti agricoli sono l’emblema di un tempo passato, lontano per ideologia e valori. Un ribaltamento del punto di vista caratterizza gli scatti di Daniele Pinti, dove un prodotto emblematico dell’industria del Novecento quale l’automobile è assunto a simbolo di un racconto critico ed evocativo; e all’opposto troviamo le immagini del Centro Ricerche Casaccia – ENEA, in cui il prodotto del lavoro diventa il reale protagonista dell’opera, laddove essa è costituita da forme astratte risultanti da vetrini osservati al microscopio. Con il lavoro di Giovanni De Angelis, infine, si torna allo scenario industriale, che viene offerto al pubblico nella sua complessità, attraverso un’installazione visiva e sonora con fotografie realizzate in una fabbrica in Turchia.

    
via degli ombrellari, 25
Roma (Borgo Pio) +39 0664760105info@stsenzatitolo.it http://www.stsenzatitolo.it
http://www.artnoise.it  

Le due esperienze proposte presentano dei punti di contatto ma anche, e soprattutto, di rottura. Se entrambe esplorano la fenomenologia del mondo lavorativo escludendovi il referente umano, andando così a ricreare una sorta di “natura morta” del lavoro, le fotografie di repertorii del secolo scorso sono accumunate non solo dalla provenienza non autoriale, ma anche dalla volontà più o meno esplicita di trasmettere ciò che di positivo il progresso tecnologico e industriale andava facendo in quegli anni. La serialità dei prodotti decanta una maggiore razionalizzazione del lavoro e quindi una sua maggiore efficienza, la seduzione delle fotografie per i cataloghi si accompagna a un’accresciuta influenza sulle scelte dei consumatori, e le immagini dei macchinari, nella loro patinatura, li rendono i protagonisti di quell’epoca. 

Ciò che proviene dalle fotografie contemporanee di questo slideshow è, invece, una visione disincantata, che indaga i luoghi e gli strumenti di lavoro consapevole delle loro brutture e del ruolo che rivestono nella società odierna: molto spesso sinonimi di sfruttamento e precarietà di condizioni di vita e di sicurezza. Ecco quindi comparire, come nei lavori di Sandro Mele o Sofia Bucci, le fabbriche fatiscenti, i cantieri abbandonati e i materiali da costruzione in attesa di trovare una loro collocazione. 

D’altro canto, una componente di queste fotografie che va sottolineata è la cura del dettaglio finalizzata alla pura ricerca estetica: non più fotografie commissionate da un’azienda o da un marchio di moda, ma immagini studiate, ricercate, ritoccate che si caricano di significati primordiali, iconografici (Tiziano Doria) ma anche demistificatori (Iskra Coronelli). All’estremo opposto troviamo la fotografia di laboratorio, strumento di ricerca che nasce per tutt’altro intento e tuttavia si ritrova ad esprimere un tipo di bellezza estremamente contemporanea.

In generale, pur partendo dal medesimo assunto degli scatti esposti in mostra, nello slideshow troviamo una realtà lontanissima dagli abitanti degli inizi del XX secolo, che non crede più nelle infinite potenzialità delle macchine e vede crollare il mito dell’eterno progresso e benessere.  

La Redazione di Artnoise

http://www.artnoise.it

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