SANTRALISTANBUL

Immagine
©
 Giovanni De Angelis, 2012
UNTITLED ; from SANTRALISTANBUL
Billboard 4×2,65 mt

Ines Musumeci Greco presenta

Giovanni De Angelis

SANTRALISTANBUL

a cura di Raffaele Gavarro

24 settembre – 28 ottobre

Antonello Colonna Arte
Labico – Roma

Le immagini della prima centrale elettrica dell’Impero Ottomano, situata nell’estremità superiore del Corno d’Oro. Siamo nel pieno di una storia che ha il sapore del mito. L’Impero Ottomano, Istanbul, il Corno d’Oro che divide la città in due. Da una parte l’antica Bisanzio, dall’altra Galata. Silahtarağa, questo era il nome originario della centrale elettrica che, costruita all’inizio degli anni Dieci del secolo scorso, dava energia al Palazzo del Sultano e alla rete dei tram della città. Smise di funzionare all’inizio degli anni Ottanta. Dal 2007 è tornata a nuova vita con il nome di Santralistanbul diventando sede dell’Università, del Museo d’Arte Moderna, di un Museo dell’Energia e di un’importante biblioteca pubblica.

Una relazione ininterrotta tra energia, lavoro, cultura e sviluppo, che ha trovato naturale continuità nel tempo e che Giovanni De Angelis trasferisce con le sue immagini in un altro luogo, nel resort di Antonello Colonna. Siamo a pochi chilometri dalla capitale di un altro grande e mitico impero, e anche qui agiscono gli stessi elementi, ricombinati e arricchiti da quella che è una nostra, italiana, capacità di tenere insieme cultura, arte, energia e sviluppo attraverso il cibo e la capacità di renderlo un percorso esperienziale e conoscitivo unico.

I due luoghi trovano naturale coniugazione nella grande immagine del muro in cemento che si trova all’entrata della centrale, un cubo di cemento costruito a ridosso dell’antico capannone che contiene la centrale e le turbine, e che diventa una specie di porta d’ingresso o meglio di punto di passaggio tra le due realtà. La grande foto domina lo spazio creando una sorta di allargamento prospettico della sala centrale del resort, anch’essa un cubo di cemento essenziale. Quest’idea installativa e direi tridimensionale della fotografia, sulla quale ha lavorato De Angelis trova poi decisiva elaborazione e conferma nella scultura che è collocata davanti all’immagine. T-Needle è un semplice parallelepipedo di vetro, poggiato su delle sottile gambe, che ripete il modulo e in proporzione le misure della sala del resort in cui è, e che a sua volta contiene tutte le immagini di Santralistanbul. Un album tridimensionale, che crea la possibilità di una percezione delle fotografie attraverso una modalità che è del tutto inedita. L’idea non era quella di rendere plastiche e dotate di volume degli elementi bidimensionali, quanto di creare un’identità immaginativa tra le immagini e la realtà da cui dipendono attraverso una sorta di condizionamento delle modalità fruitive, in cui lo sguardo e la percezione conseguente sono indotte a formare uno spazio intorno a quelle stesse immagini. Una modalità che trova completamento nella relazione visiva e spaziale che si stabilisce tra il parallelepipedo in vetro, le immagini al suo interno, e la grande immagine del muro di cemento.

Raffaele Gavarro

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